ORG. NAZ. VOLONTARI DI PROTEZIONE CIVILE "LE AQUILE" - SEZ. "OGLIO-PO"

domenica 14 dicembre 2008

La ripartenza

Durante una partita di calcio, quando una squadra si trova in difficoltà per diverse cause, l’allenatore dopo un’accurata analisi delle fasi di gioco e dopo aver fatto una valutazione delle forze rimaste in campo nella sua squadra, attua una strategia difensiva di arroccamento per non compromettere l’esito del risultato, attuando successivamente fasi di gioco chiamate “contropiede” tendenti a spostare a suo favore l’esito finale della sfida. Ora la modernizzazione del calcio e del suo linguaggio ha chiamato questa strategia di difesa e attacco col nome di “ripartenza”.Prendendo lo spunto dal calcio anche le nostre Unità Cinofile da Soccorso hanno attuato questa strategia che, ora che siamo a fine anno, possiamo constatare che ha dato buoni risultati dopo un anno, il 2007, molto difficile per tutti noi... e che ha messo a dura prova la volontà di continuare!Innanzitutto abbiamo fatto un’attenta analisi delle forze rimaste in campo, confermando la validità dei cani delle due Unità Cinofile operative: “Perla” e “Lucky”, confermandole come nucleo di base sul quale poter lavorare per fare altri inserimenti. Poi in breve tempo, grazie alla professionalità del Dott. Verre, si è potuto inserire “Iena”, la quale, con la sua maturità ed il suo equilibrio, non ha affatto deluso le nostre aspettative, confermandosi un elemento indispensabile per il gruppo-branco.Poi c’era l’Unità Cinofila emergente: “Bullo”, un esuberanza della natura. Un cane giovane, forte, ricettivo ma al contempo molto diligente nello svolgere il suo lavoro. Bullo, bruciando le tappe, dopo un anno di costante addestramento è stato inserito nella squadra degli operativi.Infine la novità: “Selva”, l’erede di “Laika”. Non sta a me decantarne le qualità poiché rischierei di non essere imparziale – si tratta in fondo del “mio” cane – ma sta di fatto che anch’essa in questo fine anno può considerarsi operativa a tutti gli effetti, portando a cinque il numero delle Unità Cinofile operative, nell’attesa – speriamo abbastanza breve – d’inserire lo splendido e dotato “Jack” con il suo conduttore Corrado, con l’auspicio che non si perda per strada come è successo in altre esperienze. Osservando il numero delle richieste ricevute da persone che con i loro cani hanno voglia di frequentare i test attitudinali nel nostro campo d’addestramento e di sottoporsi poi all’impegnativa fase d’addestramento per diventare ricercatori di persone disperse, nel 2009 potrebbe verificarsi l’inserimento negli operativi di altri volontari, e vista la peculiarità dei nuovi aspiranti (quasi tutti in giovane età, sia loro che i loro cani), essi potrebbero garantire il fisiologico turn-over delle Unità Cinofile da Soccorso.Infine l’altra attività cinofila che ci sta regalando grandi soddisfazioni che ci ripagano dell’impegno profuso è la Pet Therapy o, come la chiamiamo noi, “cinoterapia”! La soddisfazione maggiore al nostro lavoro è quella che stiamo avendo un riconoscimento istituzionale nelle sedi socio-sanitarie della nostra zona.Questo è dovuto allo staff che si è formato intorno a noi: psichiatri, psicologi, veterinari educatori, Unità Cinofile provenienti da altri gruppi. Con il loro contributo, le loro esperienze e la loro disponibilità a lavorare in team ci hanno consentito di acquisire personalità e sicurezza nel settore, dando la possibilità al gruppo formatosi di operare insieme con sempre maggiore professionalità.Sentirsi dire da operatori che hanno esperienza nel settore che il servizio che offriamo è di alta qualità, o il dato di fatto che siamo in grado di offrire sia la A.A.A. (Attività con l'Ausilio di Animali) che la T.A.A. (Terapia con l'Ausilio di Animali), ci obbliga non a cullarci sugli allori ma a proseguire nel cammino, nella ricerca e nella sperimentazione che necessitano per perpetrare con successo l’attività di Pet Therapy.
Paolo Azzali

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giovedì 12 giugno 2008

Unità Cinofile e Pet Therapy: qualche aggiornamento...

Dopo una pausa dovuta ad un naturale cambio generazionale dei cani, l’attività di cinoterapia del nostro gruppo cinofilo è ripresa estendendo il campo d’intervento, in modo da soddisfare ancora più utenti. La pausa è servita per stigmatizzare il lavoro fin'ora svolto, e gettare le basi per compiere un salto di qualità grazie a nuove collaborazioni.
Innanzitutto la conferma delle Unità Cinofile che hanno contribuito a dar corpo all’esperienza fin qui svolta, mi riferisco ad Umberto col suo ineguagliabile Luky, e Chiara; poi i nuovi entrati: il veterinario Antonio con Jena, la dottoressa Maria Teresa con Queen, Marisa con Selva e direttamente giunta dal gruppo Soccorso Cinofilo Parmense Elena con Leo e Miky... un bel gruppo, non c’è che dire!
In settembre riprenderemo l’attività con la cooperativa per disabili Santa Federici di Casalmaggiore, la pioniera della nostra esperienza, mentre nel mese di aprile abbiamo cominciato un’esperienza con i disabili della comunità "Casa Giardino" di Casalmaggiore, gestita dalle suore del Gesù Sofferente, portando anche in quella realtà un po' di gioia grazie ai nostri insostituibili amici pelosi.
A breve, presumibilmente verso la fine di giugno, inizieranno anche le sedute all’Istituto Geriatrico "Busi" di Casalmaggiore, dove da più di un anno è allo studio un progetto sperimentale di Pet Therapy con gli ospiti affetti dalla sindrome di Alzheimer. Il progetto è frutto della collaborazione del personale medico/sanitario del Busi; dall’esperienza - poiché gia operante nel settore - del Dr. Biagio Morabito di Parma e coordinato dal Dr. Antonio Donzelli, uno dei maggiori esperti di Pet Therapy in Italia. Noi in questo progetto ci sentiamo un po' importanti poiché andrà in porto anche grazie ad alcune nostre Unità Cinofile ritenute idonee per quest’esperienza!
La Pet Therapy sta avendo un riconoscimento dal mondo scientifico come attività di cura alternativa alle tradizionali terapie, ciò è dovuto agli innegabili benefici che ne traggono i fruitori, migliorandone anche la qualità della vita. Le Regioni e le ASL iniziano a nutrire interesse per queste terapie, erogando anche contributi alle associazioni che sono in grado di operare seriamente e con alta professionalità.
Noi "Aquile" intendiamo perseguire questa strada per l’alto valore umano e sociale che l’attività comporta, ma anche per la gratificazione che ne ricevono i volontari che la praticano. Ma se riusciamo con successo a soddisfare le richieste di Associazioni ed Istituti, altrettanto non siamo in grado di fare con le richieste individuali che ci pervengono dall’ASL e da privati; da ciò ne deriva l’ambiziosa esigenza di costituire un vero centro di Pet Therapy, chiedendo ai professionisti volontari specializzati nel settore, veterinario e sanitario che generosamente già collaborano un ulteriore impegno per dare proprio a tutti la possibilità di beneficiare del soccorso dei nostri speciali animali.
Paolo Azzali

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Cani in aiuto dei disabili

mercoledì 7 novembre 2007

Cronaca di una notte di mezza estate

Una serata in pizzeria poteva essere un modo per trascorrere gradevolmente l’ultima parte di una afosa e monotona giornata di luglio. I raggi del sole cominciavano a perdere un po' della loro forza attenuando il calore dietro il crepuscolo del giorno che volgeva pigramente al termine. Dalla terrazza del ristorante si poteva godere la vista di ciò che poteva essere uno dei tanti tramonti padani.
Appena il tempo di ordinare una quattro formaggi ed una tirolese ed ecco squillare il cellulare: “un anziano dalle dieci di stamattina non ha fatto rientro a casa... ci hanno contattato per vedere se riusciamo a fare una battuta coi cani prima che si faccia buio”. È il presidente della mia Associazione che mi chiama e, con voce emozionata ma calma mi fa capire che si tratta di una cosa estremamente seria ed urgente. Rispondo affermativamente, chiedo scusa al ristoratore per la mancata consumazione della cena, e comincio a sentire telefonicamente la disponibilità dei miei collaboratori e delle Unità Cinofile operative. Incredibile. Nonostante sia sabato sera, una bella ed invitante serata da trascorrere fuori, tutti si rendono reperibili e disponibili ad operare con urgenza; grande cosa il volontariato!
Meno di un'ora e nella piazza del paese ci troviamo con tutto lo staff di emergenza cinofila, compresi il presidente dell’Associazione ed i Carabinieri, i quali con notevole efficienza hanno già procurato un indumento della persona scomparsa, ci forniscono particolari sull’identità della persona e ci accompagnano sul posto dove è stata trovata la bicicletta del disperso.
Sta quasi scendendo il buio, le zanzare pizzicano sempre più la pelle attaccaticcia e impregnata di sudore, ovunque interminabili campi di mais delimitati da fossi colmi d’acqua. Siamo nel periodo dell’irrigazione dei campi, l’afa e la mancanza d’aria schiacciano inesorabilmente tutti gli odori al suolo: sarà dura per i cani.
“Cerca”, è il comando che i cani muniti di pettorina da soccorso ricevono, e ligi al proprio dovere come soldati che s’immolano per una giusta causa, partono incuranti del caldo e degli insetti, resistendo pure alla tentazione di un refrigerante bagno nella limpida acqua dei fossi. Cercano e continuano per circa un’ora, percorrendo a ritroso la pista dove probabilmente il malcapitato ha camminato durante la mattina, ma poi le tracce si perdono inesorabilmente nei meandri di un campo di mais.
È notte quando arriva l’ordine dalle autorità preposte di sospendere le ricerche, mentre i cani ritornano richiamati dai conduttori. Un cane del gruppo, favorito dai vapori della notte, fiuta un cono d’aria e parte come un razzo seguendo la pista come fosse un filo d’Arianna. Forse ci siamo, il cane imbocca con decisione un campo di mais delimitato nel suo perimetro da un fosso profondo e colmo d’acqua, sparisce nel buio della notte, si sentono in lontananza i fruscii dei suoi movimenti. I minuti trascorrono interminabili e l’orecchio è teso per sentire l’abbaio liberatore che segnala “l’ho trovato”... invece niente. La delusione totale compare su tutti i volti quando il peloso quadrupede con l’anima ricompare dal mais consapevole di non aver compiuto il miracolo che senza dirlo tutti ci aspettavamo da lui.
L’ordine delle autorità coordinatrici è quello di riprendere le ricerche il mattino dopo, quando vi sarà un grosso spiegamento di forze. Infatti oltre alla Protezione Civile interverranno i sommozzatori dei Vigili del Fuoco e l’elicottero dei Carabinieri per perlustrare il terreno dall’alto. Mi accomiato dalla moglie del disperso, una persona mite e molto dolce che con grande dignità e voce rassegnata mi sussurra: “speriamo che almeno trovino il corpo”.
Paolo Azzali

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Un anno difficile

Il 2007 era iniziato sotto i migliori auspici: cinque Unità Cinofile si potevano considerare operative per emergenze dispersi, c’erano due Unità Cinofile in addestramento sulle quali l'Associazione poneva molte aspettative, il gruppo si stava integrando e stava affinando sempre più l’affiatamento, la socializzazione e la stima necessarie per operare in situazione d’emergenza.
Poi come sempre succede quando tutto sembra procedere per il meglio il diavolo ci mette lo zampino. Infatti due Unità Cinofile operative lasciano il gruppo e fanno altre scelte lasciando un notevole vuoto, le nuove Unità Cinofile giunto il momento di fare il salto di qualità stentano e non dimostrano quell’affidabilità necessaria per entrare nel gruppo operativo. Infine Laika, che per esperienza e per età è considerata la leader del gruppo, a causa di un’inaspettata ed improvvisa malattia passa ad altra vita lasciandoci tutti nello sconforto!
Una situazione come quella che si è venuta a creare metterebbe in crisi qualsiasi gruppo cinofilo di soccorso – anche con maggiore esperienza del nostro – poiché il venire meno di tre unità operative su cinque significa vanificare due anni di lavoro... per noi poteva essere la fine!
Che fare? Nei momenti di burrasca i velisti ammainano le vele e si lasciano trasportare dalla benevolenza delle correnti aspettando la fine della tempesta per raddrizzare la rotta e navigare verso approdi sicuri. Anche noi abbiamo attuato la strategia marinara, grazie all’amicizia ed alla solidarietà che si è saldata nel gruppo e con l’Associazione si è pensato di non mollare subito, di riflettere su ciò che era meglio fare sospendendo per qualche tempo l’operatività cinofila nelle emergenze e l’attività di cinoterapia (con grande dispiacere delle persone fruitrici) e di continuare gli addestramenti.
I momenti negativi servono per misurare la bontà del lavoro che si è fatto e fino a che punto con esso hai inciso con la tua opera. Notevoli sono stati gli attestati di stima, ma soprattutto di necessità che le Unità Cinofile de “Le Aquile Oglio-Po” continuino ad operare nel territorio casalasco e non solo.
Operatori impegnati a tutti i livelli nel settore della disabilità, oltre a attestarci pubblici atti di riconoscimento dell’attività svolta nella cinoterapia, ci incoraggiavano a continuare nel lavoro perché oltre ai disabili che già fruiscono degli esercizi di terapia, altri aspettano di poter godere con noi dell’insostituibile e gioioso rapporto coi cani. Anche i gruppi di Protezione Civile ci hanno incoraggiato a proseguire, chiedendo sempre più spesso il nostro intervento ed il nostro contributo nella formazione dei volontari alle esercitazioni di ricerca persone disperse, attività che sta diventando fondamentale fra quelle in cui la Protezione Civile è chiamata ad intervenire.
Ma la spinta propulsiva è arrivata direttamente dai nuovi entrati della cinofilia: innanzitutto il veterinario Dott. Antonio Verre che, oltre alla disponibilità di diventare Unità Cinofila col suo splendido “rotvailer” Jena, ha messo a nostra disposizione tutte le sue capacità (che non sono poche), tutta la sua professionalità e soprattutto la sua umanità, doti fondamentali per il successo del nostro lavoro. Infine Bullo, un meticcio di sei mesi con grossa propensione alla caccia che assieme al suo conduttore Giovanni per il momento si sta divertendo in acrobatici esercizi di condotta e ricerche di salsicce nascoste nelle mani dei figuranti dispersi.
È stato un anno difficile ma continuiamo a lavorare consapevoli che non lo facciamo solo per noi, ma con lo scopo di essere pronti qualora qualcuno si trovi in difficoltà e richieda il nostro aiuto. Nella prossima primavera ci prefiggiamo di ridare la nostra reperibilità per le emergenze e di riprendere gli incontri di cinoterapia presso il nostro campo di addestramento.
Facciamo un appello a chi legge e diffonde queste righe: chiunque abbia o conosca qualcuno che ha un cane e voglia donare un po' del proprio tempo libero per un’attività ricca di fascino, piena di soddisfazioni e con risvolti umanitari non indifferenti noi siamo qui e abbiamo estremamente bisogno di volontari cinofili!
Paolo Azzali

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mercoledì 15 agosto 2007

Ciao Laika

Paolo e Laika al termine di un'esercitazione
Oggi ci lascia il nostro labrador Laika, a seguito di precoce malattia. Proprio qualche giorno fa, il 9 agosto, compiva 10 anni. Da quando, assieme al suo conduttore Paolo Azzali, ha costituito la nostra prima Unita Cinofila, molto ha fatto e rappresentato per l'Associazione. Da parte di tutti i volontari un'ultima carezza colma di riconoscenza.
Allegati
Articolo del quotidiano "La Cronaca" di Cremona

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mercoledì 11 luglio 2007

Disperso a Casalbellotto - Il tragico epilogo

Ieri, martedì 10 luglio, al quarto giorno consecutivo di angoscia dopo la scomparsa, un amico ha ritrovato il corpo senza vita di Giovanni. Il 67enne era riverso in un fosso, faccia all’ingiù, a poche centinaia di metri da dove era stata ritrovata la sua bicicletta. Dopo un sopralluogo Paolo Azzali, il responsabile delle nostre Unità Cinofile, afferma che il punto in cui è stato ritrovato è particolarmente impervio - proprio per questo era stato chiesto l'intervento del Nucleo Sommozzatori dei Vigili del Fuoco - e la vegetazione abbastanza folta.
Allegati
Articolo de "La Provincia" di mercoledì 11 luglio

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lunedì 18 dicembre 2006

La cinoterapia prosegue...

Risultati importanti sono stati ottenuti anche quest'anno nell’attività di cinoterapia, promossa – visti gli ottimi risultati ottenuti con la forma sperimentale – ad attività con funzioni terapeutiche alternative alla medicina tradizionale, seguendo come base di lavoro il protocollo stabilito dalla Facoltà di Veterinaria dell’Università degli Studi di Parma e del Servizio d'Igiene Mentale dell’AUSL di Parma.
Il programma è strettamente individuale, messo a punto e sviluppato sulla base delle caratteristiche della singola persona interessata. Nel corso delle sedute (della durata di circa un'ora) si alternano e sviluppano momenti di gioco e di primo contatto, utili a stabilire la relazione, e altri momenti in cui si introducono progressivamente attività strutturate di condotta, con e senza guinzaglio, e di palestra con il cane. Gli esercizi sono utili, di volta in volta, a seconda delle singole opportunità, per favorire lo sviluppo di relazioni, il compimento di azioni, l'apertura di canali di comunicazione e formazione di abilità.
Le sedute di cinoterapia effettuate quest’anno nel nostro campo di addestramento hanno visto la partecipazione di cinque fruitori della Coop. Soc. “Santa Federici” di Casalmaggiore per una ventina di giorni. L’attività di cinoterapia ci ha dato anche una sorta di “riconoscimento mediatico”, poiché abbiamo ricevuto la visita dell'emittente locale Telecolor/Primarete Lombardia, la quale ha poi prodotto un ottimo documentario sul nostro lavoro, trasmesso sia nei notiziari che nel programma “Cani Gatti & Compagnia”. Altro piacevole impegno è stato l’invito alla “giornata del disabile” di Sesto ed Uniti, alla quale abbiamo aderito volentieri e coi nostri cani condotti dai ragazzi della Santa Federici abbiamo dimostrato ciò che sappiamo fare.
Come si nota l’impegno è stato elevato, ha comportato molti giorni di lavoro e di impegno; considerando che si tratta di lavoro volontario mi sembra che possiamo essere soddisfatti, ma anche gratificati dall’entusiasmo che ci dimostrano in ogni momento i nostri amici a quattro zampe, che sono sempre i protagonisti principali del gruppo cinofilo.

Paolo Azzali

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Il valore di un cane

Nel nostro vivere quotidiano tendiamo sempre a mercificare le nostre azioni. A qualsiasi cosa facciamo, a qualsiasi oggetto – anche ai nostri affetti – molto spesso diamo un valore, che non sempre è un valore commerciale, o meglio, la grandezza del valore non sempre è giustificabile con un valore commerciale; ad esempio, il valore che diamo all’affetto di una persona cara non è monetizzabile e non è sicuramente confrontabile con il valore che possiamo dare a qualsiasi regalo ricevuto. Quest’affermazione sicuramente non scopre l’acqua calda, ma diventa estremamente attuale ora che stiamo entrando nel periodo natalizio, che per tradizione ed antonomasia diventa il periodo dei regali. È proprio in questo periodo che si è meglio predisposti per soddisfare le richieste delle persone care e degli amici.
A questo punto, parafrasando la suddetta affermazione, quale valore s’intende dare ad un cucciolo di animale che viene regalato per fare felice un bambino, un nonno o la persona amata? Può essere solo il suo valore commerciale derivato dalla razza più o meno in voga a fare la differenza? Oppure, peggio ancora, posso dire “lo vado a prendere al canile così non mi costa niente e così mi metto anche in evidenza compiendo una buona azione”? Spero proprio di no! Perché agendo così la felicità del regalo fatto o del regalo ricevuto durerebbe solo qualche mese, fino a quando il piccolo cucciolo cresce e diventa ingombrante, diventa un ostacolo e non si è preparati ad affrontare i sacrifici che la scelta di convivere con un animale impone.
Se la scelta di convivere con un animale è veramente desiderata e si ha la coscienza di cosa comporta, allora non vi sono sacrifici, ma si comincia un percorso che si protrae per anni, diventa uno scambio reciproco di dare ed avere che fa crescere in modo equilibrato sia l’animale che chi si prende cura di lui.
La cosa è ancora più impegnativa, ma ancor più remunerativa, se il cucciolo è un cane. Non importa che abbia il pedigree o sia un meticcio, l’importante è che abbia il rispetto, l’educazione e l’attenzione che deve avere un essere vivente diverso da noi. Se il cucciolo viene allevato in modo corretto, gli viene impartita la giusta educazione con le fondamentali norme igieniche e comportamentali non dovremo far altro che trascorrere bellissimi momenti con quella scheggia pelosa che in ogni momento dimostra la sua gioia di viverci al fianco. E col passare del tempo con la voglia di trascorrere il tempo col cane nasce il desiderio di fare insieme ad esso esperienze sempre più forti ed importanti.
È la molla che spinge cane e padrone a frequentare un centro di addestramento, e per chi ha motivazioni di solidarietà e vuole rendersi utile il centro di addestramento delle Unità Cinofile di Soccorso diventa uno degli sbocchi naturali. Nella nostra seppur breve esperienza di Unità Cinofile di Soccorso fa sempre piacere vedere l’espressione sgomenta di chi per la prima volta al campo di addestramento vede il proprio cane compiere evoluzioni di condotta, o esercizi di obbedienza fino a poco prima impensabili. Oppure notare lo stupore con cui il proprio cane fiuta la pista e si mette in ricerca al solo comando impartitogli.
È l’esempio delle potenzialità e dell’utilità che hanno i nostri animali se ben educati nel rispetto delle caratteristiche che madre natura ha dato loro. L’affiatamento col proprietario che diventa conduttore cresce ad ogni esercizio, ad ogni pista aumenta la comprensione reciproca e il legame con l’animale diventa talmente solido e solidale che ci si dimentica perfino il fine ultimo, ossia quello andare in soccorso alle persone in difficoltà. Se la motivazione principale del nostro lavoro restasse esclusivamente la ricerca delle persone disperse, chiamata in gergo “emergenza”, vi sarebbero pochissime Unità Cinofile di Soccorso poiché, essendo pochissime le emergenze, le poche gratificazioni non compenserebbero tanto sacrificio e tanto lavoro, perciò indurrebbe a rinunciare alla maggior parte dei volontari.
Per questo motivo, ferma restando la nostra missione di volontari nell’aiutare le persone in difficoltà, per noi l’addestramento e le esercitazioni diventano un’opportunità per migliorare l’affiatamento col nostro amico a quattro zampe, e per un divertimento reciproco che va oltre ad ogni motivazione. Ora provate a chiedere a qualsiasi Unità Cinofila se vuole vendere il suo cane e quale valore può avere, ed immaginate quale risposta può darvi...!

Paolo Azzali

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giovedì 15 giugno 2006

Servizio di Telecolor sulla cinoterapia

Mercoledì 7 giugno Telecolor ha effettuato alcune riprese presso la nostra Area tecnica di addestramento Settore Logistico e Unità Cinofile, situata su un terreno nei pressi del Campo Sportivo Comunale di Martignana di Po. A questo indirizzo è possibile vedere il servizio trasmesso qualche giorno dopo.

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sabato 10 dicembre 2005

Il bello viene adesso...

Il punto sulle unità cinofile
È luogo comune nel nostro modo di esprimerci che, quando prende corpo un’azione fortemente voluta, desiderata e di difficile attuazione dire “il bello viene adesso”. Ciò succede poiché di solito, una volta dato vita al lavoro tanto ambito, ci si accorge che le vere difficoltà sorgono nel dare continuità all’iniziativa, in quanto essa crea notevoli aspettative, tanto maggiori quanto più l’attività è nuova e sperimentale.
È ciò che sta capitando alla nostra Associazione con l’istituzione delle Unità Cinofile di soccorso. Ebbene sì, ci siamo riusciti! Dopo un paio d’anni di studio e collaborazione con gli amici del Soccorso Cinofilo Parmense, le Aquile Oglio-Po hanno un loro gruppo di Unità Cinofile di ricerca e soccorso delle persone che si smarriscono nei boschi ed in altre situazioni.
Penso che l’artefice principale del successo sia il nostro presidente Maurizio, che ha sempre creduto in questa opportunità ed ha visto nella sua azione un momento di crescita e di prestigio per l’Associazione. A lui va il merito per aver saputo ottenere i fondi necessari alla costruzione del campo d’addestramento (cosa non facile di questi tempi), oltre al merito di aver saputo far accettare il progetto presso le autorità competenti della Provincia di Cremona e della Protezione Civile.
Non si possono non citare nei meriti anche i volontari che hanno speso ore del loro tempo libero per la costruzione del campo, a dimostrazione che quando si vuole qualche cosa, la ricetta migliore per il raggiungimento dell’obbiettivo è il lavoro in sinergia.
Noi Unità Cinofile abbiamo cercato di completare l’opera con ore e ore di addestramento sul campo e di esercitazione in ambiente per non deludere le aspettative di chi ha avuto fiducia in noi. Però per noi il lavoro è stato più facile in quanto sorretti dalla passione per i nostri pelosi amici e dalla gioia che proviamo a lavorare con essi.
Abbiamo avuto modo di dimostrare la nostra, anche se ancora molto scarsa, preparazione durante le tre esercitazioni che la Protezione Civile di Cremona ha organizzato richiedendo il nostro intervento. Suddette esercitazioni sono servite per farci entrare a tutti gli effetti nell’organico della Protezione Civile Provinciale come Unità Cinofile di soccorso.
Il bello viene adesso! Ora non possiamo più scherzare, ora abbiamo la responsabilità di farci trovare sempre pronti ed efficienti nell’organizzazione in caso di un’emergenza, e quando si tratta di emergenza per noi significa che vi sono delle vite in pericolo e che bisogna protrarre qualsiasi sforzo per salvarle. Diventa una vera e propria missione!
Da parte nostra per essere all’altezza del compito continueremo nei nostri addestramenti settimanali, cercheremo di trovare nuovi adepti per ampliare gli effettivi nelle Unità Cinofile, perché al momento siamo sì partiti, ma siamo anche al minimo vitale per operare con un minimo di efficienza, e di materia prima non ce n’è mai abbastanza!
Necessiterà anche un impegno da parte dei volontari non cinofili poiché in un’emergenza vi è molto lavoro per loro; per questo stabiliremo un calendario per delle esercitazioni congiunte sul territorio (dalle nostre parti i boschi non mancano) e dovremo verificare l’efficienza dei collegamenti radio e delle comunicazioni poiché sono fondamentali per riuscire nel nostro lavoro.
Approfittando di questo spazio vorrei lanciare a proposito un appello a tutti coloro che leggono queste righe: “se voi, i vostri amici, o gente che conoscete avete cani e amate i vostri quattro zampe, fatevi avanti per lavorare con noi, perché non vi è soddisfazione più grande che vedere scorrazzare il proprio cane su una pista in cerca di qualcuno, ed abbaiare felicemente quando l’ha ritrovato rivendicando come premio solo un succulento boccone del cibo preferito”. Le iscrizioni da noi sono sempre aperte, basta venire in sede o telefonare.
Per nobilitare il nostro lavoro abbiamo aperto il campo d’addestramento di Martignana alle sedute di cinoterapia, (pet-therapy con l’ausilio del cane), che da quest’anno (comunque sempre sotto l’assistenza del Soccorso Cinofilo Parmense), svolgiamo autonomamente come operatori cinofili delle Aquile Oglio-Po. Al campo ospitiamo settimanalmente i ragazzi del Centro Diurno Disabili della cooperativa “Santa Federici” di Casalmaggiore per dare vita ad un programma sperimentale di cinoterapia, unico in provincia di Cremona, e forse anche in Regione Lombardia.
Per concludere voglio parafrasare un altro luogo comune: “avete voluto la bicicletta… adesso pedalate!” …noi pedaliamo volentieri e con passione, ma vorremmo pedalare insieme, per il successo di tutta l’Associazione.
Paolo Azzali

Nel corso del 2005 ci siamo impegnati ad attrezzare e rendere operativa l’area comunale affidataci in comodato d’uso dall’Amministrazione Comunale di Martignana di Po e destinata a scuola di addestramento cani da ricerca e soccorso e ad attività di cinoterapia per ragazzi disabili della zona.
Sono stati investiti in totale 6.000,00 €, con i quali sono stati acquistati recinzioni e cancelli, un trattorino per tagliare l’erba e un decespugliatore. Grazie ai contributi ottenuti è stato possibile finanziare il progetto. Il prossimo anno il Dipartimento dovrebbe concederci in comodato d’uso per 99 anni un modulo abitativo di 12 metri che diventerà sede operativa delle Unità Cinofile e che offrirà locali riscaldati e un riparo dalle intemperie ai ragazzi che seguiranno i vari corsi.
  • Contributo Fondazione Comunitaria della Provincia di Cremona: € 3.000,00
  • Contributo Cassa Padana: € 1.000,00
  • Contributo privato: € 200,00
  • Offerte per “serate materassi”: € 1.140,00
  • Offerte/rimborsi per servizi effettuati: € 660,00

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domenica 12 dicembre 2004

Unità Cinofile: si parte!

Nel notiziario dello scorso anno, concludendo l’articolo che illustrava la volontà della nostra associazione di istituire un gruppo di unità cinofile per la Protezione Civile, terminai affermando che le “iscrizioni sono aperte”. È stato il 2004 un anno abbastanza impegnativo, che mi ha permesso di intervenire con Laika per tre volte in emergenze (purtroppo) reali nella provincia di Parma. Ci sono inoltre state diverse esercitazioni, necessarie per l’addestramento delle unità cinofile di soccorso, tra le quali una regionale dell’Emilia Romagna in zona Cartiera di Gussola, organizzata dal mio gruppo “Soccorso cinofilo parmense”, con la collaborazione de “Le Aquile” per il reperimento dell’area dove svolgere l’esercitazione.
Anche le “Aquile” hanno cominciato in varie occasioni a far conoscere nella provincia di Cremona l’importanza delle unità cinofile di soccorso. Sicuramente il momento topico è stato in occasione dell’esercitazione sul rischio sismico svoltasi nel comprensorio Soresinese, poiché oltre all’efficienza e capacità organizzativa dimostrata dalla nostra associazione nella zona di crisi di Romanengo, in quell’occasione vi è stato l’intervento diretto di Laika per il ritrovamento ed il recupero di due alunni rimasti dispersi nelle aule. Altra dimostrazione significativa è stata a Torricella del Pizzo, in occasione di una lezione di comportamento stradale, rivolta agli alunni di alcune scuole dei comuni della zona. I ragazzi e gli insegnanti hanno assistito alla ricerca ed al ritrovamento di una persona dispersa; grazie all’intervento delle Aquile ed all’insostituibile unità cinofila Laika l’operazione è stata portata a termine con successo.
Nel panorama degli interventi merita indubbiamente una menzione l’attività di cinoterapia, che si svolge presso il centro sportivo Baslenga, e della quale fruiscono alcune persone diversamente abili della cooperativa Santa Federici di Casalmaggiore. La sperimentazione è iniziata, e continua grazie alla disponibilità degli istruttori nonché operatori cinofili Lorenza Piga e Paolo Lanna, del Soccorso Cinofilo Parmense, veri pionieri del settore, che dedicano gran parte del loro tempo libero a quest’attività, volontariamente e senza alcun compenso. Anche in questo caso le Aquile hanno saputo dare un piccolo ma sostanziale contributo nel reperimento del materiale e nella costruzione dell’attrezzatura necessaria per lo svolgimento delle sedute di cinoterapia.
Tutto questo impegno profuso sta dando i primi risultati. La dirigenza della Protezione civile della provincia di Cremona, vista la mancanza di un settore cinofilo organico, ci sta incoraggiando per istituire una scuola provinciale per l’addestramento e l’impiego di unità cinofile di soccorso in caso di emergenze o catastrofi.
Alla luce di tutto ciò, riprendendo il discorso fatto lo scorso anno, intendiamo procedere come segue: per prima cosa avverrà la creazione di un campo di addestramento suddiviso in due settori in un’area che ci sarà messa a disposizione del comune di Martignana Po; nel suddetto campo si terranno esercitazioni di condotta e di palestra per unità cinofile di soccorso, ma anche per quelle persone che vorranno migliorare il loro affiatamento col cane ed affinarne la convivenza. Coloro che vorranno diventare unità cinofile della Protezione Civile dovranno impegnarsi anche in addestramenti settimanali su piste tracciate in ambienti diversi: golenali, boschivi, collinari, montani…
È evidente che quella che vogliamo istituire vuole essere una vera e propria scuola per unità cinofile, e per fare ciò dovremo dotarci di istruttori esperti e specializzati, poiché le Aquile non hanno nessuna capacità in merito. L’idea è di chiedere al gruppo del Soccorso Cinofilo Parmense la disponibilità a ricoprire il ruolo, almeno fino a quando non avremo anche noi istruttori capaci e competenti, proponendo una collaborazione stabile, magari tramite un gemellaggio. Infine daremo la possibilità, qualora lo voglia, alla cooperativa Santa Federici ed ai suoi operatori cinofili di fruire del campo, poiché i progetti e gli obiettivi che si pongono sono a lungo termine e necessitano per questo motivo di un impianto stabile ove svolgere le sedute.
Il discorso termina ora più che mai con il rinnovo dell’appello all’iscrizione di coloro che amano il loro amico a quattro zampe e vogliono dedicare una parte del loro tempo per un’attività impegnativa, ma anche molto remunerativa dal lato umano ed emotivo.
Paolo Azzali
LaPenna2004_2.pdf

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lunedì 8 dicembre 2003

Le Aquile e le Unità Cinofile

Paolo e Laika
Quando, durante una passeggiata alla fiera novembrina di Casalmaggiore dello scorso anno, ho visto il gazebo dei volontari di Protezione Civile “Le Aquile Oglio-Po”, incuriosito mi sono fermato a visitarlo e a chiedere informazioni. Rimasi favorevolmente impressionato dall’entusiasmo e dall’attivismo particolarmente giovanile dei volontari presenti al gazebo, i quali a loro volta si dimostravano molto interessati al mio cane, che sempre mi accompagna nelle passeggiate. Vista suddetta curiosità chiesi se nell’Associazione erano presenti unità cinofile di soccorso, o se intendessero per il futuro dotarsi anche di questo servizio. Nel gruppo però mancava qualsiasi conoscenza del lavoro coi cani, e per di più mancavano anche cani e conduttori. Comunque niente di grave, perché la simpatia, la giovialità ed anche l’organizzazione dei ragazzi mi indusse comunque ad iscrivermi e a dedicare quindi una parte del mio tempo libero alla Protezione Civile.
Il progetto “unità cinofile” non cadde comunque nel vuoto, perché col presidente Maurizio, ed il vice Antonio, si decise in seguito di sondare la possibilità e l’operatività per dare corpo a quello che poteva sembrare un obiettivo irraggiungibile, perché è indubbio che le unità cinofile oltre che essere un servizio insostituibile (ed in provincia di Cremona non ve ne sono), danno lustro e prestigio ad un’associazione di Protezione Civile. Dopo aver visitato alcune prestigiose associazioni cinofile optammo di seguire il gruppo “Soccorso Cinofilo Parmense”, specializzato nella ricerca delle persone disperse su superficie e nella nobile attività della pet-therapy.
In maggio iniziai col mio cane il corso d’addestramento. Addestramento che non finisce mai, perché cani e conduttori devono essere pronti sempre ed in qualsiasi evenienza ed emergenza. È un addestramento – specie all’inizio – molto impegnativo e stressante, che mi ha visto impegnato tutti i fine settimana, oltre ad alcuni giorni infrasettimanali, perché solo così si diventa e si rimane unità cinofila di soccorso.
Essendomi trovato molto bene con l’ottimo gruppo parmense, e visti i progressi nel lavoro, feci richiesta ai responsabili di diventare operativo nel soccorso, visto anche che non vi è incompatibilità nell’operare in ambedue associazioni di Protezione Civile. Ora, alla luce di quest’esperienza, il progetto “Unità Cinofile Aquile Oglio-Po” mi sembra più attuabile, ma ci vogliono alcune condizioni fondamentali:
  1. disponibilità di persone che abbiano grande passione e grande amore per i cani, e che facciano diventare l’attività prioritaria nell’occupazione degli spazi e del tempo libero;
  2. dal momento che non abbiamo istruttori qualificati, sarà necessario nei primi anni chiedere l’ausilio ed il supporto tecnico del gruppo di Vigheffio, con le conseguenti spese;
  3. disponibilità di qualche volontario giovane (magari il più appassionato), a frequentare corsi per istruttori e addestratori, per dare continuità ed autonomia e soprattutto futuro al gruppo;
  4. il gruppo deve essere in grado di operare in modo autonomo rispetto all’Associazione, ma deve avvalersi dell’Associazione stessa per tutti i problemi logistici ed operativi durante i soccorsi (automezzi, radio ricetrasmittenti, lampade, fari, volontari a supporto delle ricerche…);
  5. per l’addestramento su pista il territorio di golena va bene, occorre però anche un’area sufficientemente larga, recintata e possibilmente illuminata per l’addestramento alla condotta ed alla palestra;
  6. tanta pazienza, tanta volontà, tanta abnegazione e costanza: il lavoro è impegnativo, ma vi assicuro che da tante soddisfazioni.
Per concludere mi rivolgo a tutti i volontari delle “Aquile Oglio-Po”, ai cittadini di ogni sesso ed età che amano i cani, e che pensano che i cani non siano solo degli azzannatori o degli sporcatori di marciapiedi, che stanchi di trascorrere il tempo libero in modo banale vogliano impegnarsi in un’attività che può salvare vite umane, bene signori le iscrizioni al nostro progetto sono aperte.
Paolo Azzali

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