La ripartenza
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La ripartenza
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Unità Cinofile e Pet Therapy: qualche aggiornamento...
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Cronaca di una notte di mezza estate

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Un anno difficile

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Ciao Laika
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Disperso a Casalbellotto - Il tragico epilogo
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La cinoterapia prosegue...
Risultati importanti sono stati ottenuti anche quest'anno nell’attività di cinoterapia, promossa – visti gli ottimi risultati ottenuti con la forma sperimentale – ad attività con funzioni terapeutiche alternative alla medicina tradizionale, seguendo come base di lavoro il protocollo stabilito dalla Facoltà di Veterinaria dell’Università degli Studi di Parma e del Servizio d'Igiene Mentale dell’AUSL di Parma.
Il programma è strettamente individuale, messo a punto e sviluppato sulla base delle caratteristiche della singola persona interessata. Nel corso delle sedute (della durata di circa un'ora) si alternano e sviluppano momenti di gioco e di primo contatto, utili a stabilire la relazione, e altri momenti in cui si introducono progressivamente attività strutturate di condotta, con e senza guinzaglio, e di palestra con il cane. Gli esercizi sono utili, di volta in volta, a seconda delle singole opportunità, per favorire lo sviluppo di relazioni, il compimento di azioni, l'apertura di canali di comunicazione e formazione di abilità.
Le sedute di cinoterapia effettuate quest’anno nel nostro campo di addestramento hanno visto la partecipazione di cinque fruitori della Coop. Soc. “Santa Federici” di Casalmaggiore per una ventina di giorni. L’attività di cinoterapia ci ha dato anche una sorta di “riconoscimento mediatico”, poiché abbiamo ricevuto la visita dell'emittente locale Telecolor/Primarete Lombardia, la quale ha poi prodotto un ottimo documentario sul nostro lavoro, trasmesso sia nei notiziari che nel programma “Cani Gatti & Compagnia”. Altro piacevole impegno è stato l’invito alla “giornata del disabile” di Sesto ed Uniti, alla quale abbiamo aderito volentieri e coi nostri cani condotti dai ragazzi della Santa Federici abbiamo dimostrato ciò che sappiamo fare.
Come si nota l’impegno è stato elevato, ha comportato molti giorni di lavoro e di impegno; considerando che si tratta di lavoro volontario mi sembra che possiamo essere soddisfatti, ma anche gratificati dall’entusiasmo che ci dimostrano in ogni momento i nostri amici a quattro zampe, che sono sempre i protagonisti principali del gruppo cinofilo.
Paolo Azzali
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Il valore di un cane
Nel nostro vivere quotidiano tendiamo sempre a mercificare le nostre azioni. A qualsiasi cosa facciamo, a qualsiasi oggetto – anche ai nostri affetti – molto spesso diamo un valore, che non sempre è un valore commerciale, o meglio, la grandezza del valore non sempre è giustificabile con un valore commerciale; ad esempio, il valore che diamo all’affetto di una persona cara non è monetizzabile e non è sicuramente confrontabile con il valore che possiamo dare a qualsiasi regalo ricevuto. Quest’affermazione sicuramente non scopre l’acqua calda, ma diventa estremamente attuale ora che stiamo entrando nel periodo natalizio, che per tradizione ed antonomasia diventa il periodo dei regali. È proprio in questo periodo che si è meglio predisposti per soddisfare le richieste delle persone care e degli amici.
A questo punto, parafrasando la suddetta affermazione, quale valore s’intende dare ad un cucciolo di animale che viene regalato per fare felice un bambino, un nonno o la persona amata? Può essere solo il suo valore commerciale derivato dalla razza più o meno in voga a fare la differenza? Oppure, peggio ancora, posso dire “lo vado a prendere al canile così non mi costa niente e così mi metto anche in evidenza compiendo una buona azione”? Spero proprio di no! Perché agendo così la felicità del regalo fatto o del regalo ricevuto durerebbe solo qualche mese, fino a quando il piccolo cucciolo cresce e diventa ingombrante, diventa un ostacolo e non si è preparati ad affrontare i sacrifici che la scelta di convivere con un animale impone.
Se la scelta di convivere con un animale è veramente desiderata e si ha la coscienza di cosa comporta, allora non vi sono sacrifici, ma si comincia un percorso che si protrae per anni, diventa uno scambio reciproco di dare ed avere che fa crescere in modo equilibrato sia l’animale che chi si prende cura di lui.
La cosa è ancora più impegnativa, ma ancor più remunerativa, se il cucciolo è un cane. Non importa che abbia il pedigree o sia un meticcio, l’importante è che abbia il rispetto, l’educazione e l’attenzione che deve avere un essere vivente diverso da noi. Se il cucciolo viene allevato in modo corretto, gli viene impartita la giusta educazione con le fondamentali norme igieniche e comportamentali non dovremo far altro che trascorrere bellissimi momenti con quella scheggia pelosa che in ogni momento dimostra la sua gioia di viverci al fianco. E col passare del tempo con la voglia di trascorrere il tempo col cane nasce il desiderio di fare insieme ad esso esperienze sempre più forti ed importanti.
È la molla che spinge cane e padrone a frequentare un centro di addestramento, e per chi ha motivazioni di solidarietà e vuole rendersi utile il centro di addestramento delle Unità Cinofile di Soccorso diventa uno degli sbocchi naturali. Nella nostra seppur breve esperienza di Unità Cinofile di Soccorso fa sempre piacere vedere l’espressione sgomenta di chi per la prima volta al campo di addestramento vede il proprio cane compiere evoluzioni di condotta, o esercizi di obbedienza fino a poco prima impensabili. Oppure notare lo stupore con cui il proprio cane fiuta la pista e si mette in ricerca al solo comando impartitogli.
È l’esempio delle potenzialità e dell’utilità che hanno i nostri animali se ben educati nel rispetto delle caratteristiche che madre natura ha dato loro. L’affiatamento col proprietario che diventa conduttore cresce ad ogni esercizio, ad ogni pista aumenta la comprensione reciproca e il legame con l’animale diventa talmente solido e solidale che ci si dimentica perfino il fine ultimo, ossia quello andare in soccorso alle persone in difficoltà. Se la motivazione principale del nostro lavoro restasse esclusivamente la ricerca delle persone disperse, chiamata in gergo “emergenza”, vi sarebbero pochissime Unità Cinofile di Soccorso poiché, essendo pochissime le emergenze, le poche gratificazioni non compenserebbero tanto sacrificio e tanto lavoro, perciò indurrebbe a rinunciare alla maggior parte dei volontari.
Per questo motivo, ferma restando la nostra missione di volontari nell’aiutare le persone in difficoltà, per noi l’addestramento e le esercitazioni diventano un’opportunità per migliorare l’affiatamento col nostro amico a quattro zampe, e per un divertimento reciproco che va oltre ad ogni motivazione. Ora provate a chiedere a qualsiasi Unità Cinofila se vuole vendere il suo cane e quale valore può avere, ed immaginate quale risposta può darvi...!
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Servizio di Telecolor sulla cinoterapia
Mercoledì 7 giugno Telecolor ha effettuato alcune riprese presso la nostra Area tecnica di addestramento Settore Logistico e Unità Cinofile, situata su un terreno nei pressi del Campo Sportivo Comunale di Martignana di Po. A questo indirizzo è possibile vedere il servizio trasmesso qualche giorno dopo.Etichette: 2006, Cinoterapia, Paolo Azzali, Unità Cinofile
Il bello viene adesso...
Il punto sulle unità cinofile
Penso che l’artefice principale del successo sia il nostro presidente Maurizio, che ha sempre creduto in questa opportunità ed ha visto nella sua azione un momento di crescita e di prestigio per l’Associazione. A lui va il merito per aver saputo ottenere i fondi necessari alla costruzione del campo d’addestramento (cosa non facile di questi tempi), oltre al merito di aver saputo far accettare il progetto presso le autorità competenti della Provincia di Cremona e della Protezione Civile.
Per nobilitare il nostro lavoro abbiamo aperto il campo d’addestramento di Martignana alle sedute di cinoterapia, (pet-therapy con l’ausilio del cane), che da quest’anno (comunque sempre sotto l’assistenza del Soccorso Cinofilo Parmense), svolgiamo autonomamente come operatori cinofili delle Aquile Oglio-Po. Al campo ospitiamo settimanalmente i ragazzi del Centro Diurno Disabili della cooperativa “Santa Federici” di Casalmaggiore per dare vita ad un programma sperimentale di cinoterapia, unico in provincia di Cremona, e forse anche in Regione Lombardia.Etichette: 2005, Cinoterapia, La Penna 2005, Paolo Azzali, progetti, Unità Cinofile
Unità Cinofile: si parte!
Nel notiziario dello scorso anno, concludendo l’articolo che illustrava la volontà della nostra associazione di istituire un gruppo di unità cinofile per la Protezione Civile, terminai affermando che le “iscrizioni sono aperte”. È stato il 2004 un anno abbastanza impegnativo, che mi ha permesso di intervenire con Laika per tre volte in emergenze (purtroppo) reali nella provincia di Parma. Ci sono inoltre state diverse esercitazioni, necessarie per l’addestramento delle unità cinofile di soccorso, tra le quali una regionale dell’Emilia Romagna in zona Cartiera di Gussola, organizzata dal mio gruppo “Soccorso cinofilo parmense”, con la collaborazione de “Le Aquile” per il reperimento dell’area dove svolgere l’esercitazione.Etichette: 2004, Cinoterapia, La Penna 2004, Paolo Azzali, Unità Cinofile
Le Aquile e le Unità Cinofile
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