ORG. NAZ. VOLONTARI DI PROTEZIONE CIVILE "LE AQUILE" - SEZ. "OGLIO-PO"

lunedì 17 dicembre 2007

Protezione Civile: impegno, serietà e orgoglio

Spesso mi chiedo quali dovrebbero essere le qualità di un volontario di Protezione Civile e subito mi vengono in mente due parole: impegno e serietà. Sono due caratteristiche senza le quali una persona non può pensare di avvicinarsi al “nostro” mondo. Impegno, perché donare parte del proprio tempo per portare aiuto a persone che si trovano in difficoltà a causa di un evento straordinario è una scelta di vita che obbliga ad una continua formazione per essere pronto ad affrontare tali eventi. Formazione ed addestramento che non sono, credetemi, puro divertimento, come può esserlo dare due calci ad un pallone, ma è studio, fatica e sforzo fisico.
Tuttavia questo impegno, oltre che ad essere indispensabile per saper affrontare le emergenze, è anche un modo per accrescere dentro di noi un forte senso civico: si formano cittadini consapevoli e “abituati” ad aiutare gli altri. Per esempio, la formazione al primo soccorso ci può favorire nell'aiutare, dopo aver allertato il 118, una persona colpita da malore oppure ad aiutare un ferito in un incidente stradale. La formazione antincendio invece ci può aiutare nella vita quotidiana ad affrontare un principio di incendio prima che questo provochi danni maggiori.
Capite dunque che l'altra qualità citata all'inizio, la serietà, viene di conseguenza; senza serietà verso gli impegni presi non si può essere a tutti gli effetti volontario di Protezione Civile. Senza serietà nell'affrontare i momenti difficili delle emergenze – notti insonni, pasti frugali, ore interminabili di lavoro... – non si può nemmeno pensare di partire per aiutare le persone colpite da calamità naturali.
Una terza caratteristica che mi sento di aggiungere, l'orgoglio, deve essere vista come l'orgoglio di appartenenza ad un mondo di persone preparate e qualificate che non devono essere utilizzate come pura e semplice manovalanza gratuita. Spesso e volentieri infatti istituzioni e forze politiche si accorgono di noi solo e soltanto quando in determinate circostanze, anche non del tutto attinenti alla Protezione Civile, risulta comodo avere dei volontari che gratuitamente si mettono al loro servizio. E poi... ci si dimentica di noi: a parte qualche foto insieme e qualche pacca sulle spalle, ci si dimentica di queste persone che durante tutto l'anno investono il loro tempo libero a favore dell'intera collettività. Dunque impariamo a non farci “usare”, impariamo che le pacche sulle spalle sono sono il più alto ringraziamento che si possa ricevere da una persona sfollata a cui non è rimasto più niente ma non da loro... pretendiamo da loro che investano in questo mondo che, scusate la supponenza, prepara cittadini migliori e “utili”, che dà un'alternativa di impegno del proprio tempo libero che non sia legata ai soliti sport di massa.
Si investa in materiali, strutture, formazione; investimenti che sono e restano a beneficio della collettività intera. Spesso purtroppo questo non succede dato che, come ben sappiamo, tutti i politici hanno una loro “logica” e noi volontari, grandi di spirito ma poveri di risorse e mezzi, andiamo avanti “solo” con gli ideali che una grande persona e volontaria ci ha lasciato scritto.
Stradiotti Maurizio

Dai il meglio di te

Se fai il bene, ti attribuiranno
secondi fini egoistici.
Non importa, fa il bene.
Se realizzi i tuoi obiettivi,
troverai falsi amici e veri nemici.
Non importa, realizzali.
Il bene che fai verrà domani
dimenticato.
Non importa fa il bene.
L'onestà e la sincerità ti
rendono vulnerabile.
Non importa, sii franco
e onesto.
Dà al mondo il meglio di te, e ti
prenderanno a calci.
Non importa, dà il meglio di te.

Madre Teresa di Calcutta

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2118 GRAZIE!

La tenda pneumatica che acquisteremo l'anno prossimo grazie al vostro contributo
Tanti grazie quanti gli Euro che grazie a voi ci arriveranno per il 5 per 1000 relativo al 2006. Più di 100 persone infatti hanno scelto di scrivere il nostro Codice Fiscale 90005450193 nell'apposito riquadro della denuncia dei redditi, e grazie a loro ci sono stati assegnati 2118,30€ che, sommati all'importo relativo al “calderone” delle scelte generiche (223,72€), danno un totale di 2342,10 €!
Abbiamo pensato di acquistare con questi soldi una nuova tenda pneumatica – che non necessita cioè di paleria – che grazie all'interessamento dell'Ufficio di Protezione Civile avremo ad un prezzo molto vantaggioso. Si tratta di un tipo di tenda molto utilizzato nel campo della Protezione civile per il peso contenuto, le ridotte dimensioni da sgonfia, la praticità di stoccaggio e la rapidità di montaggio.

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Progetti per il 2008

Nel mese di gennaio si terranno, come previsto dallo Statuto dell'Associazione, le elezioni interne per il rinnovo del Consiglio Direttivo. Prima dell'estate cercheremo poi di portare a termine i lavori per le strutture che fungeranno da garage per i mezzi presso l'Area Tecnica di Addestramento nei pressi del campo sportivo comunale. Quest'anno infatti per vari motivi i lavori sono andati per le lunghe e sono ricominciati nel mese di ottobre. Fortunatamente una famiglia ci ha gentilmente concesso i garage di una cascina disabitata a Martignana di Po per mettere temporaneamente al riparo i mezzi durante l'inverno. Una volta terminate le strutture potranno comodamente ospitare fuoristrada, furgone, pick-up, carrello e barca.
Interessanti novità sono poi in arrivo dall'Ufficio Protezione Civile della Provincia di Cremona, che con molta probabilità ci coinvolgerà per la costituzione della colonna mobile provinciale, un insieme ben strutturato ed organizzato di mezzi e attrezzature pronti per ogni emergenza di tipo locale o nazionale.
Infine, per quanto riguarda il Settore Cinofilo, si lavorerà per portare al brevetto alcune delle nostre Unità Cinofile e per creare un gruppo autonomo di persone e cani che si dedichino unicamente alle attività di pet therapy.

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Un anno con noi

Il 2006 inizia con l'ultimo saluto al nostro fedele fuoristrada “Lada Niva” – soprannominato “L’effimera” – ceduto al Gruppo Comunale “Platina” di Piadena dal momento che, con l'arrivo del nuovo Pick-Up Toyota acquistato lo scorso anno, il numero di automezzi da assicurare e manutenere è cresciuto troppo... sappiamo però che è finito in buone mani!

LE “GIORNATE VERDI”
Nei mesi di marzo ed aprile in collaborazione con l’Associazione “Ma.Ma” e le amministrazioni comunale e provinciale abbiamo dedicato diverse giornate alla pulizia dell'argine maestro e della golena di Martignana di Po. In queste giornate i volontari si sono impegnati per riportare nella discarica i rifiuti che impropriamente si trovavano nel nostro “budri”, lungo le strade golenali e sui banconi e ai piedi degli argini. Spiace constatare – anche quest’anno – la scarsa partecipazione dei martignanesi alla consueta “Giornata del Verde Pulito”.

LE ESERCITAZIONI
A marzo c'è stata la prima di una lunga serie di esercitazioni, che quest’anno sono state tutte a carattere interprovinciale o nazionale. Il 24 marzo infatti i settori logistico e cinofilo hanno partecipato alla maxi esercitazione “Gruppo A.N.A.I ed altri” organizzata e coordinata dal gruppo A.N.A.I. di San Bassano. Insieme ad una trentina di gruppi di Protezione Civile provenienti dalle province di Cremona, Lodi e Brescia abbiamo preso parte ad alcuni degli incontri con i ragazzi delle scuole e degli scenari di emergenza proposti – rigorosamente top-secret fino al giorno dell'esercitazione! – nei dintorni di Pizzighettone.
Nel mese di maggio l'Ufficio di Protezione Civile, in collaborazione con la Provincia di Lodi, ha organizzato l'Esercitazione Interprovinciale “Adda-Po” sul rischio idraulico. Lo scenario è stato il “classico”: criticità e allertamento per rischio idraulico del fiume Po. Nel corso dell'esercitazione, tra sabato 19 e domenica 20, oltre al Campo Forze e Risorse allestito a Isola Pescaroli sono stati improntati altri campi satellite (sia sulla sponda destra che su quella sinistra del Po) e simulate e gestite emergenze locali, anche serali e notturne. Hanno preso parte all'esercitazione anche alcune nostre Unità Cinofile.
A luglio con altri gruppi cremonesi abbiamo partecipato a due delle iniziative promosse da Regione Lombardia e Dipartimento della Protezione Civile Nazionale in occasione del ventennale Valtellina 1987-2007: l’esercitazione nazionale “Valtellina 2007” il 19 e 20 a Zogno (BG) e il Raduno Nazionale del Volontariato, del quale parlerà Mariano nelle prossime pagine.
A Garzaia di Pomponesco il 9 settembre è stata la volta anche quest'anno dell'Esercitazione Interprovinciale “Oglio-Po 2007”, alla quale abbiamo partecipato coi cinofili per una ricerca disperso in area golenale.
Infine ad ottobre, su indicazione del Gruppo Comunale di Papozze – che ha partecipato a giugno alla nostra manifestazione “Protezione Civile in Piazza” – il Servizio Protezione Civile e Difesa del Suolo della Provincia di Rovigo ha invitato il nostro gruppo e il Gruppo Comunale “Platina” di Piadena alla III Festa Provinciale del Volontariato di Protezione Civile della Provincia di Rovigo che si è svolta a Taglio di Po. Sabato 6 ottobre all'alba siamo partiti in direzione “Po di Venezia” per questo momento di incontro e confronto con i volontari rodigini che si è concluso nel pomeriggio di domenica. La giornata di sabato è stata densa di attività che hanno spaziato dal rischio idrogeologico all’intervento sanitario. Il campo base ha ospitato oltre 30 gruppi della Provincia di Rovigo e una decina di gruppi esterni, anche al di fuori della Regione Veneto (come nel nostro caso). All'arrivo al campo base per l'alzabandiera colpo d’occhio impressionante per il numero dei volontari al campo: basti dire che nel corso delle due giornate di esercitazione si sono consumati oltre 1200 pasti! Domenica è stata invece la giornata del convegno “La pianificazione comunale d'emergenza”.

I CORSI DI FORMAZIONE
Anche quest'anno lo spazio per i momenti di formazione non è mancato. Per i più volenterosi, oltre ai corsi base di Protezione Civile, c'è stata la possibilità di partecipare a vari corsi: un corso sulla “psicologia dell'emergenza”, un corso per soccorritore di Protezione Civile e uno per operatori radio in emergenza. Inoltre, come lo scorso anno, alcuni volontari si sono impegnati ad erogare formazione durante i corsi base per i nuovi gruppi.

“PROTEZIONE CIVILE IN PIAZZA”
Nel fine settimana del 9-10 giugno la vicinanza col magazzino di Via Garibaldi e la volontà di mostrare ai martignanesi le attrezzature messe da parte negli anni grazie anche al loro prezioso contributo hanno fatto della Piazza del Comune – e dell'adiacente Piazzetta Azzurri Campioni del Mondo 2006 – il luogo ideale per la manifestazione “Protezione Civile in Piazza”. Assieme ai gruppi provenienti dai comuni limitrofi di Piadena, San Giovanni in Croce e Torricella del Pizzo e dalla Provincia di Rovigo – gruppo entrato in contatto con noi grazie al nostro sito Internet – abbiamo letteralmente svuotato il magazzino per portare in piazza tutte le attrezzature per collaudarle e contemporaneamente mostrarne l'utilizzo ai volontari presenti. Sono seguite poi le prove serali e notturne e il giorno dopo una ricerca di disperso in golena con l'ausilio delle Unità Cinofile. Nel corso della manifestazione abbiamo deciso di far partecipare tutti assieme alle prove in programma, cosa che non sempre può avvenire nelle esercitazioni più grosse, per fare in modo che tutti i volontari, dai “novelli” ai veterani, potessero assistere e partecipare con la dovuta attenzione a tutti gli scenari proposti, tralasciando magari qualche aspetto dei protocolli di intervento per lasciare la parola ai volontari. Proprio per questo siamo stati costretti a limitare il numero di volontari con cui condividere l'esperienza, e nel fare questo abbiamo privilegiato i gruppi del Casalasco di più recente formazione, oltre al Gruppo “Platina” che ci ha aiutato concretamente nella preparazione dell'iniziativa.

L’EMERGENZA VERA
In un tardo pomeriggio di luglio, come ci ha raccontato Paolo in un precedente articolo, è arrivata un'attivazione vera e propria, dopo la scomparsa di un 67enne di Casalbellotto. Poco prima delle 19 i Carabinieri di Casalmaggiore hanno richiesto l'intervento delle nostre Unità Cinofile da Soccorso. Le ricerche si sono protratte fino alla mezzanotte e sono poi reiniziate alle 5,30 del giorno successivo con oltre 30 volontari di Protezione Civile dei vari gruppi del Casalasco, 3 Unità Cinofile e alcuni amici e conoscenti del disperso. Purtroppo gli sforzi sono stati vani, in quanto al quarto giorno consecutivo di angoscia dopo la scomparsa il tragico epilogo: un amico ha ritrovato il corpo senza vita dell'anziano.

VARIE ED EVENTUALI
Sabato 12 maggio una “spedizione Aquile” a Bassano del Grappa ha portato a casa il box garage in alluminio e PVC pesante che ci siamo aggiudicati su eBay: grazie alle sue notevoli dimensioni ci ha consentito di riparare dalle intemperie alcuni mezzi e di ridurre il lavoro necessario per la realizzazione dei garage presso l'Area Tecnica di Addestramento.
Non sono mancate le consuete attività di assistenza alle manifestazioni: la sorveglianza notturna all'iniziativa “Un Po di Fiori” a Casalmaggiore, l'assistenza 24H alla “Fiera di San Benedetto” a Leno, la sorveglianza notturna alla Fiera di San Carlo e l'assistenza durante alcune processioni religiose. A Martignana abbiamo collaborato con Parrocchia e Amministrazione Comunale per la “Festa con l'Anziano” e con Amministrazione Comunale e Associazione “Ma.Ma” per l'organizzazione della Fiera di San Serafino.
Infine anche quest'anno abbiamo dato un piccolo ma concreto contributo al Telefono Azzurro in occasione della Giornata Mondiale per i Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza. Il 17 e 18 novembre abbiamo aiutato a promuovere la campagna “Accendi l’Azzurro 2007”, raccogliendo, con la vendita delle candele di Telefono Azzurro, quasi 900€ che verranno destinati a supportare le linee di ascolto.

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martedì 20 novembre 2007

Un volontariato che diventa carità

L'augurio della comunità cristiana
Nell’ambito del IX centenario della fondazione della Cattedrale di Cremona e della festa di S. Omobono, si è svolto, lo scorso 11 novembre, il “pellegrinaggio del volontariato e degli operatori della carità”: gli stralci dell’omelia del vescovo che riportiamo vogliono essere l’augurio della comunità cristiana a tutto il mondo del volontariato e “a tutti gli uomini di buona volontà”.
Don Luigi

Mi sembra che un primo messaggio è che l’amore di Dio e l’amore dell’uomo sono inseparabili.
Quando nella prima lettura (Mac 7,1-2.9-14) abbiamo ascoltato il martirio di questa famiglia, perché non ha voluto rinunciare a restare fedele al Dio dell’Alleanza, è evidente che ciò che sottostà alla decisione di questi giovani e alla decisione della loro madre è chiaramente la consapevolezza che Dio merita di essere amato sopra ogni cosa.
Dio è l’unico, ed ecco perché il valore dell’amore di Dio è un valore assolutamente non negoziabile, mai, in nessuna circostanza. I martiri sono coloro che dicono con la loro vita che in corrispondenza all’amore che hanno ricevuto da Dio vogliono rendere l’omaggio del proprio amore in maniera totale e indiscutibile. È dentro questa prospettiva dell’amore di Dio come l’unico, dell’amore nei confronti di Dio come valore assolutamente irrinunciabile, che prende corpo anche la certezza della Risurrezione: noi siamo certi della Risurrezione perché il Signore Gesù, Colui che ha consumato la propria vita nell’atto supremo dell’amore di Dio obbedendo al disegno di salvezza, è Colui che è risorto. Sicché il suo atto d’amore nei confronti del Padre fa un tutt’uno con l’atto di amore del Padre nei suoi confronti che lo risuscita da morte. Ecco perché nel quadro dell’amore di Dio, amato come l’unico, come il tutto sopra ogni cosa, prende consistenza anche la certezza della Risurrezione.
E noi cristiani viviamo la bellezza, la profondità, la ricchezza del nostro amore per Dio esprimendo e quasi dando corpo, visibilità a questo amore attraverso l’amore per il prossimo. E questo ci permette di capire immediatamente un rapporto molto stretto che c’è nella carità, nella vita, così come la comprendiamo e cerchiamo di viverla noi cristiani: le opere della carità verso i nostri fratelli sono inseparabili dalla preghiera come gesto di amore che riconosce, che adora Dio come l’unico e il nostro Bene supremo.
È fuori dubbio che sant’Omobono è un santo esemplare della carità, ma lo è altrettanto per la preghiera. Un uomo di grande preghiera che è morto chinandosi in adorazione davanti alla croce mentre partecipava come ogni giorno all’Eucaristia.
Ecco mi piacerebbe che il primo messaggio che raggiunge voi tutti operatori della carità sia proprio questo: che la vostra carità, le vostre opere, il vostro servizio della carità sia inseparabile dalla preghiera. Nell’amare il nostro prossimo deve emergere che noi amiamo Dio. Così come nella ricerca di Dio attraverso la nostra preghiera emerge che noi abbiamo bisogno di testimoniare nella carità concreta del prossimo la forza che ci viene data dalla preghiera. Dunque opere di carità, servizio nella carità inseparabile dalla preghiera.
Ma c'è anche un altro aspetto che mette in evidenza la carità che noi viviamo verso il nostro prossimo come espressione di quell’amore di Dio e come partecipazione al mistero della Risurrezione. Perché le opere della carità, così come Gesù ce le suggerisce, ce le propone, sono le opere che manifestano chiaramente la nuova vita del cristiano, la nuova vita che prende inizio dalla Risurrezione. Pensiamo per esempio a quella pagina notissima del Vangelo dove si parla del Giudizio e dove il Re che siede sul trono giudicherà in questi termini: avevo fame e mi hai dato da mangiare, avevo sete e mi hai dato da bere. Ma in che maniera si può dire, è vero, che quel che io faccio al più piccolo dei fratelli lo faccio a Lui se Egli non è il Risorto, il Vivente? Ecco perché la mia carità è la testimonianza della mia certezza della Risurrezione. Ecco perché la carità diventa l’espressione di quello stile di vita che Paolo in altre lettere definisce come il desiderio, l’impegno di cercare le cose di lassù, il che significa riscoprire la presenza di Dio quaggiù, nella storia, negli avvenimenti, nelle persone, soprattutto quelle che il Signore chiama «i miei fratelli più piccoli». Allora la carità è testimonianza della vita nuova di risorti.
E c’è un ultimo insegnamento che mi pare di poter raccogliere sia da sant’Omobono che dalla Parola di Dio che abbiamo ascoltato. Ed è che le opere di carità hanno a cuore, hanno interesse per la persona nella sua integralità, nella persona che è corpo e che è spirito. Non per niente la tradizione della Chiesa ci ha abituato a pensare che accanto alla opere di misericordia corporale ci sono le opere di misericordia spirituale.
È importante per quanti operano con spirito cristiano nell’ambito della carità mantenere saldamente congiunta la totalità della persona attraverso la carità che va incontro ai bisogni fisici dell'uomo, ma va incontro anche ai suoi bisogni spirituali. Perché l’uomo che vogliamo aiutare e che vogliamo servire, partendo dall’immagine dell’Uomo nuovo che è il Cristo risorto, è l’uomo nella sua integralità, nel suo destino eterno, nella sua partecipazione già da qui alla Risurrezione. E io penso che questa attenzione è proprio la connotazione che permetta alla carità di definirsi e riconoscersi come carità evangelica, carità cristiana.
Non pensate che è proprio anche nella testimonianza di una carità così ispirata, così vissuta che noi possiamo immergerci dentro la storia della società per testimoniare quel qualcosa di nuovo, quel qualcosa di grande, quel qualcosa di diverso, quel qualcosa di più che la nostra appartenenza al Signore Risorto ci permette di testimoniare nella condivisione di opere che materialmente sono identiche a quelle compiute dalle istituzioni civili o da tante altre persone che non sono credenti?
† Dante Lafranconi, vescovo

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mercoledì 7 novembre 2007

Cronaca di una notte di mezza estate

Una serata in pizzeria poteva essere un modo per trascorrere gradevolmente l’ultima parte di una afosa e monotona giornata di luglio. I raggi del sole cominciavano a perdere un po' della loro forza attenuando il calore dietro il crepuscolo del giorno che volgeva pigramente al termine. Dalla terrazza del ristorante si poteva godere la vista di ciò che poteva essere uno dei tanti tramonti padani.
Appena il tempo di ordinare una quattro formaggi ed una tirolese ed ecco squillare il cellulare: “un anziano dalle dieci di stamattina non ha fatto rientro a casa... ci hanno contattato per vedere se riusciamo a fare una battuta coi cani prima che si faccia buio”. È il presidente della mia Associazione che mi chiama e, con voce emozionata ma calma mi fa capire che si tratta di una cosa estremamente seria ed urgente. Rispondo affermativamente, chiedo scusa al ristoratore per la mancata consumazione della cena, e comincio a sentire telefonicamente la disponibilità dei miei collaboratori e delle Unità Cinofile operative. Incredibile. Nonostante sia sabato sera, una bella ed invitante serata da trascorrere fuori, tutti si rendono reperibili e disponibili ad operare con urgenza; grande cosa il volontariato!
Meno di un'ora e nella piazza del paese ci troviamo con tutto lo staff di emergenza cinofila, compresi il presidente dell’Associazione ed i Carabinieri, i quali con notevole efficienza hanno già procurato un indumento della persona scomparsa, ci forniscono particolari sull’identità della persona e ci accompagnano sul posto dove è stata trovata la bicicletta del disperso.
Sta quasi scendendo il buio, le zanzare pizzicano sempre più la pelle attaccaticcia e impregnata di sudore, ovunque interminabili campi di mais delimitati da fossi colmi d’acqua. Siamo nel periodo dell’irrigazione dei campi, l’afa e la mancanza d’aria schiacciano inesorabilmente tutti gli odori al suolo: sarà dura per i cani.
“Cerca”, è il comando che i cani muniti di pettorina da soccorso ricevono, e ligi al proprio dovere come soldati che s’immolano per una giusta causa, partono incuranti del caldo e degli insetti, resistendo pure alla tentazione di un refrigerante bagno nella limpida acqua dei fossi. Cercano e continuano per circa un’ora, percorrendo a ritroso la pista dove probabilmente il malcapitato ha camminato durante la mattina, ma poi le tracce si perdono inesorabilmente nei meandri di un campo di mais.
È notte quando arriva l’ordine dalle autorità preposte di sospendere le ricerche, mentre i cani ritornano richiamati dai conduttori. Un cane del gruppo, favorito dai vapori della notte, fiuta un cono d’aria e parte come un razzo seguendo la pista come fosse un filo d’Arianna. Forse ci siamo, il cane imbocca con decisione un campo di mais delimitato nel suo perimetro da un fosso profondo e colmo d’acqua, sparisce nel buio della notte, si sentono in lontananza i fruscii dei suoi movimenti. I minuti trascorrono interminabili e l’orecchio è teso per sentire l’abbaio liberatore che segnala “l’ho trovato”... invece niente. La delusione totale compare su tutti i volti quando il peloso quadrupede con l’anima ricompare dal mais consapevole di non aver compiuto il miracolo che senza dirlo tutti ci aspettavamo da lui.
L’ordine delle autorità coordinatrici è quello di riprendere le ricerche il mattino dopo, quando vi sarà un grosso spiegamento di forze. Infatti oltre alla Protezione Civile interverranno i sommozzatori dei Vigili del Fuoco e l’elicottero dei Carabinieri per perlustrare il terreno dall’alto. Mi accomiato dalla moglie del disperso, una persona mite e molto dolce che con grande dignità e voce rassegnata mi sussurra: “speriamo che almeno trovino il corpo”.
Paolo Azzali

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Un anno difficile

Il 2007 era iniziato sotto i migliori auspici: cinque Unità Cinofile si potevano considerare operative per emergenze dispersi, c’erano due Unità Cinofile in addestramento sulle quali l'Associazione poneva molte aspettative, il gruppo si stava integrando e stava affinando sempre più l’affiatamento, la socializzazione e la stima necessarie per operare in situazione d’emergenza.
Poi come sempre succede quando tutto sembra procedere per il meglio il diavolo ci mette lo zampino. Infatti due Unità Cinofile operative lasciano il gruppo e fanno altre scelte lasciando un notevole vuoto, le nuove Unità Cinofile giunto il momento di fare il salto di qualità stentano e non dimostrano quell’affidabilità necessaria per entrare nel gruppo operativo. Infine Laika, che per esperienza e per età è considerata la leader del gruppo, a causa di un’inaspettata ed improvvisa malattia passa ad altra vita lasciandoci tutti nello sconforto!
Una situazione come quella che si è venuta a creare metterebbe in crisi qualsiasi gruppo cinofilo di soccorso – anche con maggiore esperienza del nostro – poiché il venire meno di tre unità operative su cinque significa vanificare due anni di lavoro... per noi poteva essere la fine!
Che fare? Nei momenti di burrasca i velisti ammainano le vele e si lasciano trasportare dalla benevolenza delle correnti aspettando la fine della tempesta per raddrizzare la rotta e navigare verso approdi sicuri. Anche noi abbiamo attuato la strategia marinara, grazie all’amicizia ed alla solidarietà che si è saldata nel gruppo e con l’Associazione si è pensato di non mollare subito, di riflettere su ciò che era meglio fare sospendendo per qualche tempo l’operatività cinofila nelle emergenze e l’attività di cinoterapia (con grande dispiacere delle persone fruitrici) e di continuare gli addestramenti.
I momenti negativi servono per misurare la bontà del lavoro che si è fatto e fino a che punto con esso hai inciso con la tua opera. Notevoli sono stati gli attestati di stima, ma soprattutto di necessità che le Unità Cinofile de “Le Aquile Oglio-Po” continuino ad operare nel territorio casalasco e non solo.
Operatori impegnati a tutti i livelli nel settore della disabilità, oltre a attestarci pubblici atti di riconoscimento dell’attività svolta nella cinoterapia, ci incoraggiavano a continuare nel lavoro perché oltre ai disabili che già fruiscono degli esercizi di terapia, altri aspettano di poter godere con noi dell’insostituibile e gioioso rapporto coi cani. Anche i gruppi di Protezione Civile ci hanno incoraggiato a proseguire, chiedendo sempre più spesso il nostro intervento ed il nostro contributo nella formazione dei volontari alle esercitazioni di ricerca persone disperse, attività che sta diventando fondamentale fra quelle in cui la Protezione Civile è chiamata ad intervenire.
Ma la spinta propulsiva è arrivata direttamente dai nuovi entrati della cinofilia: innanzitutto il veterinario Dott. Antonio Verre che, oltre alla disponibilità di diventare Unità Cinofila col suo splendido “rotvailer” Jena, ha messo a nostra disposizione tutte le sue capacità (che non sono poche), tutta la sua professionalità e soprattutto la sua umanità, doti fondamentali per il successo del nostro lavoro. Infine Bullo, un meticcio di sei mesi con grossa propensione alla caccia che assieme al suo conduttore Giovanni per il momento si sta divertendo in acrobatici esercizi di condotta e ricerche di salsicce nascoste nelle mani dei figuranti dispersi.
È stato un anno difficile ma continuiamo a lavorare consapevoli che non lo facciamo solo per noi, ma con lo scopo di essere pronti qualora qualcuno si trovi in difficoltà e richieda il nostro aiuto. Nella prossima primavera ci prefiggiamo di ridare la nostra reperibilità per le emergenze e di riprendere gli incontri di cinoterapia presso il nostro campo di addestramento.
Facciamo un appello a chi legge e diffonde queste righe: chiunque abbia o conosca qualcuno che ha un cane e voglia donare un po' del proprio tempo libero per un’attività ricca di fascino, piena di soddisfazioni e con risvolti umanitari non indifferenti noi siamo qui e abbiamo estremamente bisogno di volontari cinofili!
Paolo Azzali

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lunedì 23 luglio 2007

Raduno Nazionale del Volontariato "Valtellina 2007"

Mi appresto a scrivere il resoconto della giornata di domenica 22 luglio. Giornata splendida nella quale noi “aquile” siamo state invitate a Morbegno per il raduno nazionale delle associazioni di Protezione Civile in ricordo dei vent'anni della tragedia della Valtellina. Una giornata serena, tutti allegri nelle nostre belle divise... ma non riesco a cominciare. Lo schermo della tv mi rimanda le tragiche immagini degli incendi in Puglia, Calabria, Sicilia, Sardegna, Abruzzo, Umbria, Toscana e Liguria. Un pilota del Canadair della Protezione Civile è morto in Abruzzo, due civili sono morti tra le fiamme, gente terrorizzata in fuga e alla ricerca dei propri cari, proteste su proteste contro gli aiuti che non arrivano mai, e tutto questo per quattro criminali (non piromani) che sono dei poveri malati, che appiccano il fuoco volontariamente per fare del male all'Italia e agli italiani. Non sono parole mie, sono parole di Bertolaso. Ecco, questo è il mio stato d'animo mentre comincio a scrivere. Triste, deluso ed impotente. Quindi vi chiedo scusa se sarò conciso e non ironico come mio solito.
Il ritrovo è a Cremona alle 5,30. Qui troviamo i vari gruppi di Piadena, Torricella, Motta, Ostiano ed altri che non conosco. Tutti in pantaloni gialli e polo blu. Baci e abbracci. Ricordiamo la ricerca del disperso e la sua tragica fine. Siamo circa in sessanta. Si parte. Le prime due ore le trascorriamo sonnecchiando, facendo i vari appelli e scherzando fra noi. Verso le 8 siamo nei pressi di Lecco e tutti si svegliano. Alcuni di noi rimembrano i tempi della scuola: “quel ramo del lago di Como”, la stradina dove i Bravi hanno fermato Don Abbondio per dire “questo matrimonio non s'ha da fare”, i ruderi del castello dell'Innominato. Tutti a fare sfoggio della nostra cultura. Vediamo il Resegone, le Grigne, il Mottarone, bellissime insenature e paesini che sembrano dipinti.
Alle 8,30 arriviamo a Morbegno. Una marea di giallo e blu. Ci mettiamo in fila per fare colazione. Briochina e te, caffè o caffelatte. Qualcuno ne approfitta per fare due giri. Ci dividiamo per province e restiamo in attesa. Il gruppo dei bersaglieri di Morbegno ci allieta con qualche marcetta e canzone militare e le ragazze ne approfittano per farsi regalare una piuma del cappello. Finalmente, dopo due ore sotto un sole che spacca i sassi, ci intruppano e cominciamo la sfilata che tra le vie del paese ci porterà al Polo Fieristico dove si terranno i discorsi delle autorità. Siamo sommersi di applausi da parte della cittadinanza e dei turisti presenti. Vediamo arrivare l'elicottero di Bertolaso. Poi su un palco allestito in una piazzetta le autorità ci attendono con lo speaker che presenta ogni provincia: quando finalmente annuncia la Provincia di Cremona Bertolaso si stringe le mani e le alza verso di noi. È certo una piccola cosa, ma ti fa dimenticare la stanchezza e le ore di attesa.
Arriviamo al palazzo dei congressi. Un salone immenso. Millecinquecento divise gialle, blu, arancioni, Croci di Malta, Vigili del Fuoco, Croce Rossa. È presente la televisione e le autorità sono già sul palco. Su di uno schermo alle loro spalle scorrono le immagini della tragedia della Valtellina e gli aiuti dei volontari. Persone normali sporche di fango, cani da ricerca, scavatori, autopompe e tante tante macerie... e come tutti ben sappiamo fu colpa dell'uomo e della sua avidità. I bersaglieri suonano l'Inno di Mameli. Ci alziamo tutti in piedi. È un momento di forte emozione: io ho quasi settant'anni ma mi vengono ancora i lucciconi agli occhi quando sento “Fratelli d'Italia” e mi piacerebbe che anche i nostri giovani si emozionassero sentendo il nostro inno.
Cominciano a parlare le autorità: sindaco, assessori, dirigenti di Protezione Civile presenti vent'anni fa alla tragedia in Valtellina. Ringraziamenti e plauso per tutti noi ed un ricordo ai morti di tutte le catastrofi. Poi prende la parola Bertolaso, e dopo i ringraziamenti si toglie qualche sassolino dalle scarpe tuonando contro i governi e le amministrazioni presenti e passati. Ha ricordato lo scandalo delle assoluzioni per la morte dei bambini di una scuola ma soprattutto ha tenuto a precisare che non sono solo calamità naturali come alluvioni, terremoti e incendi ad uccidere ma quasi sempre c'entra anche l'incuria, l'avidità e la grande stupidità dell'uomo. Un applauso scrosciante è sorto spontaneo. Ci ha ringraziato per quello che facciamo e per tutte le esercitazioni alle quali partecipiamo, spronandoci a non mollare.
I bersaglieri hanno suonato una famosa marcia tra gli applausi e poi tutti a mangiare. Anche qui, una macchina organizzativa pazzesca. In un'ora abbiamo mangiato tutti e millecinquecento. Alle 14,30 dopo i saluti siamo risaliti con le varie associazioni sui nostri pullman. Alle 18 eravamo già a Martignana. Baci e abbracci e arrivederci alla prossima.
Mariano Marcheselli

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